La transizione ecologica europea può partire solo dalla coesione.

Occorre un’Europa unita

“Il problema è se ci riusciamo tutti insieme. Noi siamo solo una parte dell’Europa e l’intera Europa emette solo il 9 per cento della CO2 del mondo. Il resto dell’inquinamento viene da altri paesi e altri continenti. Se non riusciremo a convincerli, a impegnarsi anche loro, anche i nostri obiettivi saranno a rischio.”

Queste le parole che arrivano dirette da Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica.
Il tecnico del Governo Draghi sottolinea vari punti che toccano il tema della transizione.
Primo tra tutti il fatto che l’operazione ambientale deve e vuole essere un’operazione globale, che coinvolga ogni continente in egual misura per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il secondo punto che il Ministro solleva ha a che fare con la gestione economica del Recovery Found, e le relative spese per il sostegno delle spese.

Il Recovery Plan e la gestione economica per l’ambiente

Il denaro che l’Italia riceverà per il Recovery Plan (il piano di ripartenza dopo la pandemia da Covid 19), andrà gestito nel modo più opportuno.

“Il cambiamento deve essere realizzato entro il 2026. Ma non è così. Il progetto è quello di arrivare a un continente a impatto zero sull’ambiente entro il 2050. Se li spenderemo bene avremo la possibilità di centrare l’obiettivo. Se li spenderemo male o non li spenderemo, perderemo la competizione con gli altri paesi.” sottolinea Cingolani.

Il punto rimane quindi saper gestire il denaro di cui l’Italia potrà usufruire per la ripartenza economica. Ma la visone ha a che fare con l’impatto ambientale, il risparmio energetico, l’innovazione dell’automotive per rendere le auto elettriche un bene comune e disponibile a tutti.

Gli investimenti sulle infrastrutture

Il grosso problema dell’Italia, per quel che concerne il piano energetico, è anche (e soprattutto) sulle infrastrutture.
Il nostro Paese non è sufficientemente fornito di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
Questo non facilita affatto la transizione ecologica europea, che potrà avvenire solo nel momento in cui i consumatori si sentiranno sicuri di poter usufruire di tutti i servizi necessari nella maniera più adeguata possibile.

Fa parte degli obiettivi concordati con l’Europa, quindi, raggiungere un significante numero di colonnine nel nostro Stato.

“Innanzitutto lavoriamo sulla mobilità sostenibile. Che prevede un cambio di infrastrutture e di sistemi produttivi molto significativo. Il programma è di aggiungere 29 mila colonnine elettriche per la ricarica delle automobili a quelle attualmente esistenti. Ma non si tratta solo di questo. Dobbiamo diventare autosufficienti dal punto di vista della produzione delle batterie. Il governo pensa che sia un bene per l’Italia che la gigafactory per la loro produzione si faccia in Italia.”

transizione-ecologica-ambientale

Foto di (Joenomias) Menno de Jong da Pixabay

Un’Italia più autonoma

È questo il sogno del Governo e del Ministro Cingolani.
Un’Italia che sia in grado di produrre autonomamente tutto ciò che è necessario alla transizione ecologica.

Così Guerzoni rappresenta l’esempio pratico di come la nostra industria possa lavorare affinché il Paese (e con lui il nostro continente), raggiungano gli obiettivi prefissati.
Impatto zero entro il 2050. Questa è la meta.

Scopri i prodotti Guerzoni e come possono aiutare l’ambiente.