Gli investimenti in energie rinnovabili non sono abbastanza. A lanciare l’allarme è l’Agenzia internazionale dell’energia.

Transizione Ecologica nel Mondo: non è sufficiente

Noi di Guerzoni ci occupiamo da sempre di problematiche legate ai temi ambientali, perché giorno dopo giorno (grazie ai nostri prodotti) cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo ad enormi cause che possono migliorare il futuro di tutta l’umanità.

L’Agenzia internazionale dell’energia ha dichiarato che, di questo passo, la transizione ecologica non avverrà mai con i giusti tempi e con le giuste modalità.

Dopo un’indagine risulta infatti che solo il 2% delle spesa pubblica dei Paesi mondiali sia destinata alle fonti rinnovabili.

Ma per poterne parlare dobbiamo analizzare i dati.

A Giugno 2021, nel secondo trimestre dell’anno, i Governi mondiali avrebbero stanziato 380 miliardi di dollari destinati al campo delle energie pulite. L’Iea (Agenzia internazionale dell’energia) ritiene che queste cifre siano insufficienti, se non irrisorie, per poter raggiungere l’obiettivo dell’annullamento delle emissioni entro il 2050.

Una mole così ingente rappresenta certamente un passo in più rispetto ai denari messi in campo nell’era pre-pandemica, ma l’allarme ricade nel fatto che ciò non è abbastanza.

Gli investimenti futuri

Di questo passo si avrà sì un aumento di investimenti nel settore dell’energia rinnovabili nei prossimi anni (si stima un aumento di 230 miliardi di dollari annui tra il 2021 e il 2023), ma l’Iea denuncia che così facendo si arriverà, nel 2050, a coprire solo il 35% del fabbisogno necessario per raggiungere il l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica.

C’è tuttavia da registrare un importantissimo divario tra investimenti nei Paesi più ricchi e quelli nei Paesi in via di sviluppo.
Tale divario tocca cifre del 40%.
Nei Paesi avanzati, come quelli del Nord Europa, gli investimenti sulle energie rinnovabili arrivano al 60%. Nei Paesi in via di sviluppo, dove la priorità viene date ad altri settori, raggiungono il 20%.

Ma gli incentivi per la ripresa post Covid potrebbe aiutare a raggiungere cifre ben più importanti.

Il Recovery Plan

37%, questa è la percentuale che l’Unione Europea ha previsto che ogni Stato membro che usufruirà del Recovery Plan dovrà stanziare per il clima.

Ciò comporta il 35% in più rispetto alle previsioni svolte fino ad oggi dall’Agenzia internazionale dell’energia.

Ma in Italia?
23,78 miliardi di euro è la cifra rivolta a risorse per energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile (auto elettriche, bus a motori elettrici, ecc…).
Anche se solo 5,9 miliardi saranno prettamente dedicati alle energie rinnovabili.

Le vere difficoltà

Le difficoltà reali per ciò che riguarda la transizione ecologica hanno a che fare con vari punti.

Innanzitutto occorrono coesione e manovre che portino tutti nella stessa direzione. Per questo l’Europa ha necessità di muoversi assieme.

In seconda battuta è importante che la transizione ecologica non sia un fatto di marketing o di tendenze. La transizione ecologica deve essere un valore in cui credere fermamente.

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Foto di andreas160578 da Pixabay

In oltre, gli investimenti devono essere gestiti ottimamente e in maniera capillare. Ad esempio, in assenza di infrastrutture dedicate alla ricarica di auto elettriche, è complicato che le persone decidano di comprare macchine elettriche.

La ripartenza e l’innovazione partono da qui, e Guerzoni continuerà ad offrire il suo meglio affinché tutto ciò avvenga.

Immagine di copertina Foto di Oimheidi da Pixabay