Le auto elettriche arrivano in Italia, ma partono dalla Cina

Un’invasione di auto elettriche

Come abbiamo raccontato più volte nella sezione News del nostro sito, le auto elettriche sono ormai una priorità.
Per l’Europa quanto per l’Italia.

Se fino a qualche mese fa erano considerate ancora un lusso, ad oggi sono sempre più comuni e gli incentivi (statali quanto continentali) aiutano il passaggio all’elettrico.

Ma la concorrenza si fa spietata. Non c’è più solo Tesla con la sua automobile che ha fatto la storia dell’elettrico.
Infatti già Pegeout e Dacia stanno portando avanti progetti importante per il mondo elettrico dell’automotive.

Tuttavia è in arrivo anche la Cina.

La Cina e le auto elettriche

È risaputo quanto la Cina corra nel mercato contemporaneo. Oltre la battaglia giocata tra Cina e USA sull’Intelligenza Artificiale, il continente asiatico si sta lanciando in modo importante anche nel settore delle auto elettriche. In poco tempo è stata in grado di portare ben cinque marchi persino in Italia.
Aiways, Maxus, Karma, Series e Weltmeister.

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Ciò apre le porte al mondo dell’elettrico anche a chi, oggi, non può ancora permetterselo.
Se è vero che questi modelli hanno prezzi concorrenziali ma in linea con il resto dell’offerta, è vero anche che l’aumento della produzione e della vendita abbasserà i prezzi.

Gli incentivi sono ancora importanti

Gli incentivi statali ed europei sono fondamentali per agevolare la vendita e la crescita del mercato di auto elettriche.
Senza quelli, infatti, i prezzi rimangono ancora troppo elevati per la maggior parte dei consumatori.
Ed è un peccato, perché l’intenzione di passare all’elettrico c’è.
In una recente indagine il 43% degli Europei si è dichiarato intenzionato ad acquistare auto elettriche.

Inoltre, gli incentivi derivanti dal Recovery Plan possono aiutare concretamente anche le aziende produttrici che potrebbero specializzarsi maggiormente, offrire lavoro a nuove persone e produrre automobili ad un costo inferiore.

Quello che ancora manca in Italia

Quello che davvero ancora manca, oltre ad un prezzo di vendita più sostenibile, ha a che fare con le infrastrutture.
I punti di ricarica sono ancora limitati, e nei piccoli centri spesso inesistenti.
Chi vive in provincia si sente limitato nell’acquisto di una nuova auto proprio perché le opportunità di ricaricarla sono ridotte.
Così come è vero anche che per alcuni viaggi (molto lunghi) si potrebbe rimanere senza ricarica e non sapere come rifornire l’auto dell’energia necessaria.

Dovrebbe essere questo il nuovo passaggio per il nostro Stato. Più punti di ricarica incentiverebbero realmente all’acquisto di auto elettriche.