Obiettivi sulle rinnovabili in Europa: ecco chi non li rispetta.

Europa ed energie rinnovabili

Difficile a crederilo, ma l’unico Paese che dei 27 membri dell’Unione europea che non ha rispettato in toto gli obiettivi sulle energie rinnovabili è proprio la Francia.
Mentre altri cinque stati, guidati dai Paesi Bassi, stanno comprando quote di energia pulita da altri membri per raggiungere gli obiettivi per il 2020.

La percentuale di svantaggio nei confronti degli altri Paesi, per la Francia, è molto alta. Secondo l’ufficio statistico europeo Eurostat, il Paese de “la tour Eiffel” non ha raggiunto l’obiettivo del 23%.
Anche se, nel complesso, l’UE ha comodamente raggiunto l’obiettivo del 2020: il 20% doveva essere raggiunto e il 22% è stato raggiunto.
Merito certo delle politiche continentali che stanno aggevolando i processi di innovazione tecnlogica al fine di abbattere i consumi.

La Francia vuole recuperare

Le cifre di Eurostat rappresentano uno sfregio nella credibilità ambientale della Francia.
Dal punto di vista dell’opinione pubblica non giova nemmeno la sua apertura al nucleare.
Molti gruppi ambientalisti hanno criticato questa scelta governativa, non ritenendo il nucelare adeguato allo sviluppo green dell’energia. Ad ora, poco più del 70% dell’elettricità francese proviene da centrali nucleari, il che ne fa il paese europeo che più sfrutta questa tecnologia. Vero che il nucleare non emette gas a effetto serra, ma produce scorie complicate e costose da gestire.

Anche i trasporti e l’industria sono stati presi in considerazione, oltre al settore dell’elettricità, per calcolare gli obiettivi europei per il 2020 in materia di energie rinnovabili. L’UE si era prefissata il compito di raggiungere una quota del 20% del consumo finale di energia e ha raggiunto il 22%.

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Ogni nazione, da canto suo, si era prefissato un obiettivo in base alle proprie competenze e potenzialità.
La Francia, ad esempio, si era prefissata una quota del 23% di energie rinnovabili, che ha mancato di quattro punti. La Spagna aveva stabilito il 20% ed è riuscita a raggiungere il 21,2%. La Germania ha raggiunto il 19,3% (avrebbe dovuto raggiungere il 18%). La Svezia era il paese che aveva l’obiettivo più alto, il 49%, e ha raggiunto il 60%. In fine la Finlandia, che doveva raggiungere il 38% ed è arrivata al 43,8%.

La pandemia come trampolino di lancio

Strano a dirsi, ma la pandemia ha rappresentato un vero e porprio trampolino di lancio per il settore delle energie rinnovabili.
Una consapevolezza comune ha portato alla volontà di prendersi cura del Pianeta. I grandi enti, sia per convenienza che per coscienza, hanno abbracciato, e stanno abbracciando il mondo delle energie rinnovabili.

Ora l’UE, che sta perseguendo i propri obiettivi, potrebbe realmente essere il motore trainante della transizione ecologica mondiale, grazie e soprattuto ai Paesi del Nord Europa, che più di tutti sono ad un punto avanzato, e hanno fatto, della lotta al cambiamento climatico, il proprio obiettivo da perseguire.

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