L’inquinamento elettromagnetico: cause ed effetti

Novembre 28, 2023

L’inquinamento elettromagnetico, noto anche come elettrosmog, è un tipo di inquinamento ambientale causato dalle radiazioni elettromagnetiche generate da svariate fonti antropiche. Con l’avvento delle nuove tecnologie e il sempre maggiore utilizzo di dispositivi elettrici ed elettronici, il livello di inquinamento elettromagnetico è andato aumentando in modo preoccupante negli ultimi decenni, tanto da diventare un problema di salute pubblica in molte aree urbane.

Ma cos’è esattamente l’inquinamento elettromagnetico e quali sono le sue cause? In questo articolo analizzeremo nel dettaglio origini ed effetti di questa forma di inquinamento invisibile ma potenzialmente dannosa.

traliccio dell'alta tensione visto dal basso, causa di inquinamento elettromagnetico

Cos’è l’inquinamento elettromagnetico


L’inquinamento elettromagnetico è causato dalle radiazioni non ionizzanti generate da campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a radiofrequenze comprese tra 1 Hz e 300 GHz. Questo tipo di radiazioni, seppur non abbastanza energetiche da ionizzare gli atomi e rompere i legami molecolari come fanno le radiazioni ionizzanti, possono comunque interagire con i tessuti biologici e indurre correnti elettriche dannose per l’organismo.

I campi elettromagnetici ambientali derivano da molteplici fonti, sia naturali che artificiali. Tra le fonti naturali ci sono il campo magnetico terrestre, le scariche elettriche atmosferiche e le radiazioni cosmiche.

L’inquinamento elettromagnetico è invece causato principalmente da fonti antropiche, ovvero create dall’uomo, come:

  • Dispositivi di telecomunicazione: cellulari, cordless, antenne radio, ripetitori, stazioni radio base per telefonia mobile.
  • Dispositivi wireless: Wi-Fi, Bluetooth, baby monitor, telefoni cordless.
  • Elettrodotti ad alta, media e bassa tensione.
  • Apparecchi elettrici ed elettronici di uso comune: televisori, forni a microonde, aspirapolveri, frullatori, asciugacapelli.
  • Impianti radar.
  • Stazioni radio e televisive.
  • Forni industriali, saldatrici, induttori magnetici.
  • Tecnologie di identificazione a radiofrequenza RFID.
  • Metal detector.
  • Lampade a basso consumo energetico.
  • Bancomat e lettori di carte di credito contactless.

L’intensità dei campi elettromagnetici generati da queste sorgenti dipende da fattori come la distanza dalla fonte e la potenza di emissione. Più ci si avvicina alla sorgente e maggiore è la sua potenza, più intenso è il campo elettromagnetico ricevuto.

Cause dell’inquinamento elettromagnetico

L’inquinamento elettromagnetico è un fenomeno relativamente recente, esploso negli ultimi decenni con la rapida diffusione delle nuove tecnologie wireless e l’incremento esponenziale delle radiofrequenze ambientali.

Tra le principali cause dell’aumento dell’elettrosmog vi sono:

  • Diffusione massiccia della telefonia mobile e delle connessioni wireless, con l’installazione di milioni di antenne e ripetitori in tutto il mondo. Oggi ci sono oltre 5 miliardi di utenze cellulari attive.
  • Vasto utilizzo di dispositivi wireless come telefoni cellulari, tablet, auricolari bluetooth, reti Wi-Fi e sistemi di trasmissione dati. Oggi ogni persona possiede in media 3-4 dispositivi wireless.
  • Sviluppo delle reti per le telecomunicazioni, con il passaggio dal 2G al 3G, 4G e 5G, che utilizzano frequenze più elevate e comportano un aumento delle radiofrequenze ambientali.
  • Diffusione delle nuove tecnologie smart in ambito domestico, come contatori elettrici, elettrodomestici, telecamere, sistemi di domotica e illuminazione intelligente, che comunicano senza fili.
  • Aumento dei campi elettromagnetici generati da elettrodotti, trasformatori e stazioni elettriche, per far fronte al crescente fabbisogno energetico.
  • Scarsa regolamentazione delle emissioni elettromagnetiche e limiti troppo permissivi per l’installazione di ripetitori e antenne nelle aree urbane.
  • Incremento dell’esposizione domestica dovuta alla diffusione di dispositivi wireless anche tra i bambini e gli adolescenti.
  • Mancanza di un’adeguata informazione sulle corrette norme di utilizzo di cellulari e dispositivi wireless.

Effetti sulla salute

L’esposizione cronica ai campi elettromagnetici ambientali può avere effetti negativi sulla salute, soprattutto a livelli molto alti. Gli effetti biologici accertati includono:

  • Effetti termici: riscaldamento dei tessuti (in particolare in testa e tronco) dovuto all’assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche.
  • Alterazioni neurologiche: mal di testa, insonnia, stanchezza, deficit di memoria e concentrazione, depressione, ansia.
  • Alterazioni endocrine: impatto sul sistema endocrino e danni alla fertilità maschile.
  • Stress cellulare e ossidativo: aumento dei radicali liberi, con conseguente danno cellulare.
  • Effetti cancerogeni: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni per l’uomo, in base ad alcuni studi che hanno rilevato un aumentato rischio di tumori (in particolare neurinomi del nervo acustico e tumori al cervello).

Altri effetti sospetti, non ancora del tutto confermati, sono disturbi cardiocircolatori, riduzione della fertilità femminile, aborti spontanei, danni al DNA, maggiore incidenza di leucemie e linfomi infantili.

Gli effetti sulla salute dipendono comunque da vari fattori, come la frequenza, l’intensità e la durata dell’esposizione. I bambini, più vulnerabili, e le donne incinte sono le categorie maggiormente a rischio. Per ridurre l’impatto dell’inquinamento elettromagnetico è fondamentale applicare il principio di precauzione, minimizzando per quanto possibile l’esposizione della popolazione.

Soluzioni e prevenzione

Per limitare i rischi da inquinamento elettromagnetico, gli esperti raccomandano alcune misure di prevenzione e protezione:

  • Utilizzare il cellulare solo quando indispensabile, preferendo gli sms alle chiamate. Non tenere il cellulare a contatto con il corpo.
  • Limitare l’uso di dispositivi wireless soprattutto nei bambini. Prediligere connessioni cablate.
  • Schermare le aule scolastiche e le camerette dei più piccoli.
  • Installare dispositivi antiradiazioni per cellulari.
  • Mantenere una distanza di sicurezza da ripetitori, antenne e tralicci dell’alta tensione.
  • Misurare i livelli di campo elettromagnetico in casa e negli ambienti di lavoro, per identificare eventuali fonti di inquinamento.
  • Utilizzare rimedi naturali con azione protettiva come ginseng, ginkgo biloba, vitamine del gruppo B.
  • Installare sistemi di filtraggio a nido d’ape o pellicole speciali per le finestre, per schermare le radiazioni esterne.
  • Scelta oculata degli elettrodomestici, preferendo quelli a bassa emissione elettromagnetica.
  • Coibentazione degli impianti elettrici per attenuare i campi magnetici in casa.
  • Regolamentazione più stringente da parte degli enti governativi per limitare l’elettrosmog, soprattutto nelle scuole e nei luoghi sensibili.
  • Progressiva sostituzione delle tecnologie wireless con alternative cablate o sistemi DLAN meno dannosi.
  • Sensibilizzazione dell’opinione pubblica, affinché tutti siano consapevoli dei rischi dell’elettrosmog e di come minimizzarli.

Conclusione

L’inquinamento elettromagnetico è un problema emergente che necessita di maggiore attenzione da parte delle autorità sanitarie e di un approccio cautelativo, a tutela della salute dei cittadini. Piccole accortezze quotidiane, unitamente ad una regolamentazione più severa delle tecnologie wireless, possono fare molto per ridurre l’impatto di questa forma subdola ma pervasiva di inquinamento ambientale.

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